Sostenibilità digitale: quali comportamenti attuare per ridurre la propria impronta di carbonio

“Se internet fosse una nazione, si piazzerebbe al quarto posto dopo Cina, Stati Uniti e India”

I servizi digitali che utilizziamo quotidianamente, anche se gratuiti, hanno un impatto molto
maggiore di quel che pensiamo. L’uso di questi, infatti, comporta un consumo di energia
notevole
, necessaria al funzionamento dei data center che supportano servizi web e
l’archiviazione dei dati. Per darvi un’idea, si stima che il digitale arrivi a produrre il 4% della
Co2 mondiale
, il doppio di quella prodotta dal traffico aereo.

In un recente intervento del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani,
rivolgendosi a giovani delle scuole superiori, invita ad un uso più responsabile dei social:

Un atto di responsabilità è capire che l’utilizzo smodato dei social non è gratis. Vi sembrano
gratis perché in realtà il prodotto siete voi. E quando mandate delle inutili fotografie,
qualcuno le paga e hanno un impatto molto maggiore di quel che pensate
“.

Infatti, l’impatto maggiore degli smartphone, tablet e computer che possediamo, non
deriva dalla loro fabbricazione e spedizione ma dall’uso che ne facciamo: la metà
dell’energia consumata dai servizi digitali proviene dai social.
Per ridurre la nostra impronta di carbonio di questa categoria di servizi possiamo seguire
delle semplici azioni quotidiane:

  • Evitare qualche post inutile (moltiplicato per milioni di persone può fare la differenza);
  • Utilizzare collegamenti a risorse già esistenti sul web, invece che scaricarle e inviarle;
  • Non inviare catene: immagini/video divertenti, auguri, fakes ecc.
  • Non inviare immagini del buongiorno/buonanotte.

Stime della BCC rivelano che l’invio di un’email produce circa 4 grammi di Co2, l’equivalente
delle emissioni di una lampadina accesa per mezz’ora.

Un’altra tipologia di inquinamento digitale è quello “dormiente” dei server, dovuto
all’archiviazione di risorse (email, foto e video) che spesso non utilizziamo.
Tutte le email, di cui non abbiamo più bisogno, archiviate nelle nostre caselle di posta
fanno funzionare molti server ininterrottamente nei data center.
Per questo dovremmo sempre:

  • Eliminare regolarmente le email che non ci servono più;
  • Annullare l’iscrizione a newsletter che non leggiamo;
  • Ridurre o comprimere la dimensione degli allegati.

Tra tutti i servizi digitali, social e non, la tipologia di dati che ha un impatto maggiore sono i
video, soprattutto se in streaming. Sono l’80% dei dati trasferiti online, che vengono
scaricati centinaia di migliaia di volte.
Cosa possiamo fare:

  • Preferire il download allo streaming di musica/video che riproduciamo spesso (se la
    piattaforma lo permette).
  • Evitare un uso eccessivo delle piattaforme di streaming film/serie tv.
  • Non archiviare i dati sul cloud se non ce n’è realmente bisogno.
  • Scegliere fornitori di servizi gestiti con fonti rinnovabili.

Siamo in un’era di debito ambientale, la biocapacità del nostro pianeta si esaurisce ogni
anno tra luglio e agosto e considerando che il volume dei dati memorizzati raddoppia ogni
due anni, dobbiamo essere più consapevoli dell’uso che facciamo dei servizi digitali
seguendo delle semplici regole.
D’altra parte le aziende che forniscono questi servizi dovrebbero utilizzare fonti di energia
rinnovabili
per minimizzare l’impatto di carbonio, come hanno già fatto alcune big-tech
carbon neutral.

Giovanni Vella

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